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INTERVISTE

21/04/2013
LA GEPPINO NETTI NEL CALCIO DEI CALCI

     Dopo mille esperienze consumate sui campi di calcio ed anni vissuti accanto alla sfera, ti accorgi che tornei e partite, ad un dato momento, imboccano svolte previste, ma che mai vorresti reali.
Ti chiedi se vale più vivere, direttamente, contese che decidono altri o assopirsi su una poltrona, in  famiglia, davanti alla vivace Tv a seguire partite più nobili ed alte o mezzora di film.
In macchina verso la italica terra albanese, avevamo filmato in memoria quanto sospettato e preventivato e poi realmente accaduto. Difronte la capolista squadra epirota, che digrignava ferocemente i denti, protesa alla necessaria vittoria e noi della G. Netti, dignitosi, di media classifica, falcidiati da cento infortuni, ma vitali ed indomiti nella gioventù promettente disposta sul terreno di gioco.
A passeggio sull’arido campo pietroso, spaesato, ritengo atterrito  dal frastuono assordante di tifosi agguerriti, un pavido arbitro esibiva i colori vivaci di un abitino alla Pinocchio maniera. Frugava nelle tasche forse alla ricerca di un regolamento smarrito, comunque disatteso e tradito: dopo circa 10 minuti viene agganciato il centravanti della Netti diretto verso il portiere…nel regolamento non era previsto il calcio di rigore ! Segna la squadra locale, OK ! Ma la Netti non demorde, verticalizza e pareggia. Il pubblico tace, nella tema delle nuvole nere che adombrano il cielo. L’arbitro su falli reattivi non vede, basta un pezzo di carta dipinto di giallo, il rosso è scomparso (di questi tempi poi…: l’italica gente non perdona il dileguarsi del rosso da doveri “onorevoli” …), la Netti non demorde e subisce in scontri violenti la perdita di quattro elementi…casualmente i più decisivi. L’ultimo eroe, capitan Danilo, cade a partita pressoché ultimata. Il 2-2 del momento andava schiodato ! Qualche giornalista, il commissario di campo avrà assistito, notato, forse scritto che il secondo goal della squadra albanese era sbocciato in un fuorigioco netto, indiscutibile e comunque pareggiato con un euro 2- 2 dall’indomita Netti. Non commentiamo il rigore concesso alla squadra di casa sul 2-1: fallo dal limite? In area ? Volontario ? Non ho ancora letto il nuovo regolamento inventato dall’arbitro per dare un giudizio e forse neanche il nostro mister, ovviamente espulso. Dopo invenzioni, infortuni e quant’altro, uscito Danilo, rimaneva l’invenzione finale: una nostra punizione calciata dalla squadra avversaria, per grazia arbitrale… finalmente il 3-2 e triplice fischio. Quell’arbitro dal cognome romano, che ritenevamo d’alto rango e categoria, garante di forza e gladiatorio coraggio, propri della gente dell’Urbe, era invece un ragazzo d’asilo ! 
Il campionato si avvia alla fine, ancora una volta deciso. Ma se l’Italia non esprime un governo, il suo capo di Stato, cosa può una Federazione ed arbitri che nuotano stanchi in attesa di una scialuppa che conduca all’approdo lontano?
Un caro saluto va al magnifico pubblico minaccioso, offensivo, ma quello parla una lingua diversa…